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Mad Cool, l’Esagerazione Fatta Festival

info box mad cool 2018

Ormai i festival non sono più solamente un susseguirsi di concerti. L’esperienza dello spettatore va al di là dell’aspetto musicale e dev’essere il più completa possibile affinché si possa godere a pieno dell’evento. Dopotutto, se ci si vuole godere l’esibizione della propria band preferita, l’ideale non è certamente quello di ritrovarsi nel bel mezzo di 100’000 persone a 200 metri dal palco.

Tutto questo aiuta a spiegare meglio cosa gli organizzatori del Mad Cool di Madrid si sono proposti fin dalla sua prima edizione nel 2016: un mega-evento che riunisca ecletticamente arte, moda, gastronomia e turismo, il tutto contornato dalle esibizioni delle band più “in” del momento.

Line Up

Il neonato festival madrileño, arrivato quest’anno solamente alla sua terza edizione, ha voluto fare le cose in grande:

7 palcoscenici, quasi 1000 artisti provenienti da 27 Paesi, ed un numero di spettatori quasi doppio rispetto all’anno scorso.

La line-up delle 3 giornate del festival farebbero venire la pelle d’oca a chiunque grazie alla presenza di mostri sacri come Pearl Jam, Arctic Monkeys, Paul Kalkbrennen, Kasabian, Tame Impala, Jack White, Depeche Mode, Nine Inch Nails, Queens of the Stone Age e molti altri.

line up scaletta mad cool 2018

Organizzazione

È stato un massacro. Una pioggia di critiche si è scagliata sul festival fin dal primo giorno, e non tutte sembrano insensate. I problemi organizzativi del Mad Cool sono stati, per alcuni versi, davvero gravi: più di 2 ore in coda per l’accesso al recinto senza acqua e sotto il sol cocente, sommate alle ore di coda per poter ordinare cibo e bevande, senza parlare della mancanza di connessione che ha avuto ripercussioni anche sui pagamenti, e dei problemi con l’organizzazione dei trasporti alla fine dei concerti.

La ciliegina sulla torta, poi, è stata la cancellazione della performance di venerdì (non a caso, giorno 13!) di una delle band più attese, i Massive Attack, che avevano denunciato una scarsa qualità dell’acustica dovuta all’interferenza con altre performance (in concreto, quella dei Franz Ferdinand).

Insomma, più che un mega-evento, sembrerebbe che gli organizzatori avessero improvvisato un po’ il tutto sul momento.

Dove Dormire

Niente fango, niente servizi igienici portatili, niente campeggio: questa è la nuova tendenza dei festival cittadini, e Mad Cool non fa eccezione. Questa nuova politica dei mega-eventi sembra voler incentivare un’idea di festival più sofisticata, ma anche dare una spinta al turismo locale grazie alla promozione di hotel e pacchetti “all inclusive”. Ma come spesso accade, comodità non è sinonimo di convenienza.

Cosa Mangiare

L’offerta gastronomica del festival madrileño è decisamente invitante: 14 food trucks e 17 stand per un totale di 31 opzioni tra cui scegliere.

Ce n’è per tutti i gusti, senza parlare delle alternative per celiaci ed intolleranze varie.

Tra le varie proposte si trova un po’ di tutto: dal taco messicano fino alla pizza nostrana, passando per tutte le varietà della cucina asiatica. Il tutto è accompagnato da numerosi stand per rinfrescarsi con della (costosissima) birra o dei (ancora più cari) cocktail, tra cui persino l’amatissimo Spritz (sì, in Spagna è considerato un cocktail. No comment). Infine, per i momenti di disperazione Mad Cool ha messo a disposizione una zona con sorgenti di acqua fresca e potabile.

Nonostante il festival abbia cercato di voler rimanere “tradizionale” dando la possibilità ai 240’000 visitatori di pagare comodamente con cash o carta di credito, la cosa sembra aver creato più scompiglio che altro. Diversi spettatori (me compresa) hanno dovuto fare i conti con la mancanza di connessione che ha influito sul funzionamento dei POS con conseguente impossibilità di pagare con carta di credito. Si aggiunge anche questa alle numerose critiche rivolte all’evento, ed alla mancanza di tempestività nel cercare una soluzione che potesse calmare gli animi ormai infuocati dei visitatori.

Sicurezza

Diverse critiche sono state mosse anche nei confronti della sicurezza del festival. Mettiamola così: non è apparso né ideale né professionale aprire le porte del festival con code interminabili in un weekend di luglio in cui si sono toccate punte di 35 gradi. La mancanza di acqua e ambulanze hanno creato fin da subito molto scompiglio. Senza parlare della difficoltà per i disabili a raggiungere agevolmente la location, dovute in primis alla lunga distanza da percorrere per raggiungerla, ma anche dal suolo pietroso inadatto ai visitatori in sedia a rotelle.

 

Esagerazione: locuz. con cui si insiste sull’obiettività, sull’effettiva rispondenza alla realtà, di quanto si afferma o si riferisce“. E così è stato. Purtroppo le imperfezioni organizzative son costate caro al festival. Certo, l’edizione di quest’anno ha contato numeri da capogiro in quanto a spettatori, superando perfino il Primavera Sound, ma ci si aspetta che a partire dalla prossima si cominci a pensare alla qualità dell’evento prima che alla quantità.

Silvia

Nomade digitale, italiana, classe 1990. Festival-addicted per nascita, music blogger per passione.

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